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D-Pub, l’estetica dell’accoglienza e del design su misura

Fabiano Zucconi: “Qui rinasce il concetto di convivialità delle case inglesi dell’Ottocento, rimodulato in chiave moderna e funzionale”

Carattere anglosassone e personalità italiana, esordio scintillante per The Democratic Pub che ha fatto il suo ingresso ufficiale al Beer&Food Attraction di Rimini presentando un prototipo che rispecchia fedelmente la sua visione futura. L’atmosfera autentica e il concept innovativo hanno saputo conquistare l’attenzione dei visitatori durante la prestigiosa tre giorni della manifestazione dedicata al mondo della birra e della ristorazione, giunta alla sua decima edizione. Occasione perfetta per il lancio di questo nuovo format di pub, nato dalla sinergia tra tre realtà di eccellenza: Perrella Network, Picariello Arredo Design e Fabiano Zucconi Studio.

A raccontarci il progetto e la sua visione è proprio il designer Fabiano Zucconi, specializzato nella trasformazione di idee in realtà funzionali. Il suo studio, infatti, accompagna aziende e imprenditori nella creazione di concept distintivi, curando ogni fase del processo, dalla progettazione alla realizzazione, fino allo sviluppo di una visual identity.

Fabiano, com’è stata l’esperienza in fiera?

“Molto positiva. Al di là dell’interesse suscitato nei clienti e nei professionisti del settore, per me è stata un’opportunità importante per conoscere meglio il progetto nonché la famiglia Perrella. Sono l’ultimo entrato in questa joint venture e la fiera è stata un’occasione per apprezzare non solo la solidità del progetto, ma anche il valore di una realtà familiare che, nel nostro settore, è sinonimo di garanzia e affidabilità”.

Qual è stato il contributo del suo studio alla presentazione del D-Pub?

“Il nostro contributo è stato fondamentale sia dal punto di vista progettuale che dell’immagine. Abbiamo lavorato su un concetto ben definito, cercando di dare una chiara identità visiva e strutturale al format”.

Come nasce il concetto di D-Pub e che immagine si vuole trasmettere?

“Il progetto nasce da una collaborazione di lunga data con Pino Picariello, che conosco da anni e con cui ho instaurato un rapporto di stima e amicizia. Quando mi hanno proposto di partecipare, sono stato subito entusiasta, anche perché le aziende coinvolte garantivano serietà e professionalità. Quando sono arrivato, il concept era già ben delineato nelle menti di Michele Camastra e Giuseppe Perrella. L’idea di base era quella di occupare una nicchia di mercato ben precisa: un pub di qualità con prezzi accessibili”.

Dal punto di vista estetico, come è stato sviluppato il format?

“Qui entra in gioco la mia esperienza. Ho voluto distaccarmi dall’idea classica del pub irlandese con legni scuri e divanetti omologati. L’obiettivo era creare un ambiente che fosse immediatamente riconoscibile come un pub, ma con un tocco più ricercato, più curato nei dettagli. Mi sono ispirato all’etimologia stessa del termine “pub”, che inizialmente nasceva come luogo di incontro e socializzazione nelle comunità anglosassoni. Abbiamo quindi ripreso il concetto di convivialità e di accoglienza tipico delle case inglesi del tardo Ottocento, rimodulandolo in chiave moderna e funzionale”.

Quali sono gli elementi distintivi del design?

“Abbiamo lavorato molto sui materiali e sull’atmosfera. Legni con tonalità più calde, l’uso sapiente della carta da parati, un’illuminazione studiata nei dettagli per creare un ambiente accogliente. Anche la forma e la disposizione degli arredi sono stati pensati per massimizzare il comfort senza sacrificare lo stile. Tutti i dettagli, dai tavoli alle posate, sono coordinati per mantenere un’identità visiva coerente”.

Il pub non è solo estetica, ma anche esperienza. Come è stato integrato l’aspetto ludico e musicale?

“Abbiamo voluto restituire al pub la sua funzione originaria di luogo di aggregazione e svago. Nel D-Pub non si viene solo per mangiare e bere, ma per vivere un’esperienza completa per questo abbiamo pensato a una zona adibita a giochi, come biliardino e freccette, e spazi dedicati alla musica dal vivo per momenti di socialità che rendono il locale un punto di riferimento per la clientela”.

Un altro elemento distintivo del D-Pub è la vetrina personale per i clienti abituali. Di cosa si tratta?

“Ogni locale avrà una piccola teca personale con chiave, dedicata ai clienti più affezionati. Qui potranno conservare il proprio boccale personalizzato, magari una bottiglia di gin o whisky da condividere con gli amici. È un’idea che rafforza il senso di appartenenza e fidelizzazione”.

Parliamo della struttura dei locali: quali sono gli spazi minimi necessari per un D-Pub?

“Dopo uno studio approfondito, abbiamo individuato nei 200 metri quadrati la dimensione ideale per ospitare tutti gli elementi fondamentali: il bancone, la vetrina con i boccali, la sala con i fusti di birra, l’area giochi, il palco per la musica e almeno 80-90 posti a sedere. Questo spazio consente di garantire un fatturato sostenibile e una distribuzione armoniosa degli ambienti. In ogni caso siamo pronti a modularlo in base a specifiche esigenze”.

Il D-Pub non è un franchising…

“No, ed è importante sottolinearlo ancora. Ogni locale manterrà una sua personalizzazione. L’immagine sarà coerente, ma ci saranno variabili che renderanno ogni D-Pub unico. Gli elementi fissi saranno il bancone e alcuni dettagli chiave, ma il resto potrà essere modulato in base agli spazi e alle preferenze del cliente”.

Quindi ogni D-Pub sarà diverso dall’altro?

“Esattamente. Abbiamo progettato il format in modo flessibile. Gli arredi, le carte da parati, l’illuminazione potranno variare, rendendo ogni locale distintivo. Non ci saranno copie identiche, ma un’unica identità di fondo”.

In conclusione, qual è il valore aggiunto del D-Pub rispetto ai tradizionali pub?

“Il D-Pub non è solo un locale, ma un’esperienza. Abbiamo curato ogni dettaglio, dall’arredamento alla musica, dai giochi all’atmosfera, per creare un luogo in cui le persone vogliano tornare, non solo per mangiare o bere, ma per sentirsi a casa. E questo, alla fine, è il vero successo di un pub”.

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