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Il sorriso che rivoluziona il mondo dei pub, ecco il nuovo futuro del settore firmato The Democratic Pub

Perrella: “Con noi per un lavoro sano, protetto e profittevole”

The Democratic Pub ha fatto il suo debutto ufficiale al Beer&Food Attraction di Rimini, la fiera dedicata al mondo della birra e del cibo che raccoglie le tendenze del mondo foodservice presentando in un solo appuntamento, lungo tre giorni, la più completa offerta nazionale e internazionale di birre, bevande, food e tecnologie per l’Out of Home. E la decima edizione della fiera è stata l’occasione speciale per il debutto del D-Pub il nuovo concetto di pub firmato Perrella Network, Picariello Arredo Design e Fabiano Zucconi Studio. Ce ne parla Giuseppe Perrella, Direttore Commerciale di Perrella Network.

Partiamo dall’ingrediente principale di The Democratic Pub: il sorriso. Cosa significa per lei e per il progetto?

“Il sorriso rappresenta l’anima del D-Pub. Non è solo un locale, ma un’esperienza. Vogliamo che chiunque entri si senta bene, accolto, parte di qualcosa. Non si tratta solo di spendere meno, ma di spendere bene, con soddisfazione. Vogliamo che i clienti vadano via con il sorriso, perché hanno vissuto un momento piacevole, insieme agli altri. Lo stare bene è alla base di tutto”.

Qual è il futuro immediato per The Democratic Pub?

“Il nostro obiettivo è creare una comunità di imprenditori che credano in un progetto serio e autentico. Questo format nasce in condivisione con i miei soci, che sono parte integrante della nostra rete d’impresa fatta di persone in cui riponiamo fiducia e diamo valore. The Democratic Pub si rivolge agli imprenditori che vogliono costruire un lavoro sano, protetto e anche profittevole. Ma soprattutto, vogliamo che facciano parte di un sistema. E voglio ribadirlo con forza: non siamo, e non vogliamo, essere un franchising”.

Si parla spesso di saturazione nel mondo del food. Lei, invece, crede che ci sia spazio in questo settore?

“Assolutamente sì. La saturazione, secondo me, non esiste. Il vero problema è la staticità. Ne parlavo in fiera con colleghi e concorrenti, con cui ho un rapporto di amicizia e rispetto: essere amici non significa non farsi concorrenza, ma stimolarci a fare meglio. La chiave è creare valore, portare dinamicità, innovare. Se non ci facciamo le giuste domande e non cerchiamo risposte, è facile cadere nell’errore di parlare di crisi. Ma la verità è che dobbiamo essere noi i primi a cambiare e ad evolverci”.

The Democratic Pub è un progetto per tutti, senza compromessi…

“Certo, il nostro è un locale inclusivo, non per poveri, ma per tutti, può ospitare anche un re o una regina. Ecco perché non credo nella saturazione, il segreto è avere il coraggio di fare scelte, di posizionarsi, di credere nelle proprie idee e nelle proprie capacità. Io collaboro con aziende giuste, ho collaboratori fantastici, persone che danno valore al sistema ed è a loro che rivolgo un applauso”.

Ogni progetto ha dietro un sogno o un’ambizione. Come vede il Democratic Pub tra dieci anni?

“Il mio sogno è vedere i giovani usare la loro testa, esprimere le loro idee senza paura. Vorrei che The Democratic Pub fosse un modello che dimostri come non sia necessario copiare, ma pensare e innovare. Se in futuro un cliente deciderà di andare via, sarà perché non siamo stati capaci di offrirgli quello che cercava, e va bene così. Ma se lavoriamo bene e costruiamo un ambiente sano, allora nessuno sentirà il bisogno di cambiare strada. E questo sarà il nostro più grande successo”.

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